Con l’espressione “mi sono sognato il treno”, al paese dell’Eco, il paese dei mulattieri Calitrani, si voleva dire, o anche minacciare, di essersi messi in testa qualcosa di impossibile, qualche idea temeraria.

Ora che la gloriosa linea Avellino-Rocchetta giace deserta, inchiodata come lo zoccolo del mulo alla terra, nel paesaggio western della valle dell’Ofanto, il treno bisogna sognarselo veramente, evocarlo nel racconto.

Il treno…questo mezzo di sogno, in via di estinzione, che va scomparendo nelle tratte minori, nei convogli notturni, esaltato maniacalmente solo nelle tratte di alta velocità, ispirate più all’aeroplano che al treno.

Noi vi invitiamo a sognarvi il treno con noi, nella valle dell’Ofanto, tra le stazioni di Lioni, Calitri e Monteverde, in Alta Irpinia, dal 20 al 31 agosto.

Dalla mattina alla notte, camminate e racconti sui binari, trenini per bambini, bivacchi da campo, proiezioni, incontri di studio, di opinione, di storia, geografia e scienze. Incontri di musica, seminari, concerti, feste di paese.

Si inizia il 20 di agosto con il concerto dei Los Lobos, i leggendari Lobos nella terra dei lupi. Il 21 Tinariwen, il 22 si prende la transiberiana. Si prosegue per stazioni fino al 27.

Dal 28 al 30 si lascia la ferrovia e si sale a Calitri, il paese dello Sponz Fest.

Tre giorni di Calitri Sponz Film Fest: il primo concorso per film dedicati all’unione e allo sposalizio. Incontri, ricette di cucina, barberia, giochi. Film dal pomeriggio alla notte.

Film amatoriali (fatti per amore), film originali (Matrimonio all’italiana) film totali (Il tempo dei gitani versione integrale), film introvabili su schermo gigantesco, in collaborazione con la Cineteca di Bologna.

Il 30 agosto, premiazione con una giuria spettacolare e inattesa, e gran concerto con la Banda della Posta; a seguire sponzafesta della notte.

Il 31 addio ai binari con Giovanna Marini e Francesca Breschi.

Non mancate a questa occasione di fare “comunità”, un’ occasione per scoprire la terra dell’osso, nella stagione in cui le stoppie di grano raccolto si tingono a strisce di nero, come la coda della malogna.

Vinicio Capossela

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