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SI E’ CONCLUSO DOMENICA 30 AGOSTO, IN UNA MAGNIFICA NOTTE DI LUNA PIENA, LO SPONZ FEST 2015, IL FESTIVAL IDEATO E DIRETTO DA VINICIO CAPOSSELA

25.000 le presenze stimate nell’arco della settimana che hanno affollato i 50 eventi in programma nei cinque comuni coinvolti. 

Foto di Giuseppe Di Maio

Foto di Giuseppe Di Maio

 

Il 30 agosto, in una magnifica notte di luna piena sulla rupe di Cairano, “il paese dei coppoloni”, dove – come si narra nel romanzo omonimo pubblicato a maggio scorso – i suoi abitanti allevano i senni dell’intelletto, si è conclusa la terza edizione dello Sponz Fest, il Festival itinerante ideato e diretto da Vinicio Capossela.
Il collegamento con Piergiorgio Odifreddi ha fatto ritrovare il “senno perduto” dopo una settimana di festival che ha sottratto tutti i suoi partecipanti alle leggi del tempo, del lavoro e del profitto, per guidarli alla “conquista dell’inutile”, ovvero quel tempo della festa in cui tutto si dissipa e in cui avviene il miracolo del ri-creo.
Il percorso dell’intelletto, l’influenza della luna sulla terra, il rapporto tra le armonie celesti e delle sette note, e quello tra ragione e buon senso, sono solo alcuni dei temi che Vinicio Capossela ha affrontato con il celebre matematico nel corso di una conversazione che ha affascinato il numerosissimo pubblico. La serata è proseguita con alcune letture di Capossela tratte da “Il paese dei Coppoloni”, accompagnate dalla lira cretese di Psarantonis e dal suo ensemble, fino ad arrivare al gran finale: la trebbiatrice volante del Tenente Dum con a bordo lo stesso Capossela dotato di ali di corvo, ha “preso il volo” sulle note malinconiche e gioiose dei fiati della Kocani Orkestar.
Un successo straordinario per questo viaggio durato sette giorni che ha riempito il vuoto sconfinato delle “terre dell’osso” dell’Alta Irpinia e i cinque comuni coinvolti – Calitri, Andretta, Aquilonia, Conza della Campania e Cairano –  con poesia, musica di frontiera, balli, arte, parole, cortometraggi, passeggiate e laboratori per grandi e piccoli.
Sono stati più di 25.000 gli spettatori arrivati da tutta Italia, un pubblico attento che ha affollato non solo i concerti e gli spettacoli ma anche i numerosi incontri dedicati ai temi della preservazione ambientale, alle buone pratiche attivate nel territorio e alla migrazione. Sono stati più di cinquanta gli eventi in programma.

Un cammino per ritrovare i “siensi”, ovvero il rapporto perduto con la natura, iniziato il 24 agosto sotto la quercia dell’Occhino di Andretta al sorgere di una luna la cui crescita ha scandito i sette giorni.
La festosa carovana, accompagnata da muli, mariachi e majorettes ha raggiunto lo stupefacente scenario dell’Altopiano del Formicoso, teatro del concerto all’alba della Fanfara Tirana e dell’emozionante inaugurazione della Trebbiatrice Volante, dopo aver riempito le strade di Andretta dove per l’occasione è stata riaperta la mitica sala veglioni di Ciccillo Di Benedetto, in una sorta di festoso omaggio alla canzone di Capossela “Al veglione”.
Sempre al Formicoso è andata poi in scena la seconda giornata dedicata al grano, ai canti rituali e ai mestieri tradizionali legati alla terra, che si è conclusa con il potente concerto di Antonio Infantino e i Tarantati Rotanti seguito da quello dei Mariachi Mezcal.
Il terzo giorno la quercia di San Vito di Aquilonia è stata il palcoscenico naturale di canti e balli; da qui la carovana è partita passando dallo storico sentiero della Cupa, per arrivare all’installazione “Il mammoccio della Cupa”, realizzato da Dem Demonio e inaugurato con il concerto per voce e theremin di Vincenzo Vasi, ultima tappa prima della salita e della “conquista” di Calitri.
Per i due giorni successivi il borgo è stato invaso da migliaia di persone che hanno celebrato il rito dello sposalizio delle culture danzando, percorrendo i vicoli del centro storico e popolando le sue grotte sulle note dei musicisti arrivati da ogni parte del mondo. Il tutto accompagnato dai banchetti nuziali allestiti dai cuochi locali e dagli chef arrivati dall’Albania, dalla Grecia e dalla Costa d’Avorio che hanno cucinato le pietanze tipiche dei matrimoni dei rispettivi paesi. La grande serata del 28 agosto, che si è svolta su una vera e propria pista da ballo in legno realizzata per l’occasione, ha invece visto alternarsi sul palcoscenico Mariachi Mezcal, Los TexManiacs, Tonuccio e i Pink Folk e la Banda della Posta, per una maratona danzante che ha fatto letteralmente “sponzare” le migliaia di persone accorse nel piazzale della Casa dell’Eco.
Infine, il 29 agosto l’approdo alla “frontiera” della stazione sospesa di Conza Andreatta Cairano, dove sotto ad una Super Luna (la coincidenza di una Luna piena con la minore distanza dalla terra) è andata in scena la Notte d’argento, una grande festa che ha celebrato i 25 anni in musica di Vinicio Capossela con un concerto kolossal durato più di sette ore. La Kocani Orkestar, Howe Gelb, i Mariachi Mezcal, i Los TexManiacs, la Banda della Posta e la Banda di Calitri: più di 50 musicisti hanno intrecciato la loro musica con la storia artistica del cantautore per uno spettacolo totale e fantasmagorico che si è concluso al sorgere del sole sulle note di “Ovunque proteggi”, per la cui esecuzione sono stati richiamati sul palco tutti i protagonisti della serata.

Lo Sponz Fest si conferma per il terzo anno uno degli eventi di punta dell’estate campana, una festa fuori dall’ordinario dove immaginazione e cultura si fondono per regalare sorprese e suscitare stupore. Un festival sostenuto dal lavoro e dall’impegno di tanti volontari che rendono possibile la realizzazione di quanto viene partorito dalla mente geniale del suo direttore artistico.

La scelta ambiziosa di portare musica, spettacolo e cultura in luoghi non convenzionali e in zone non abituate ad ospitare eventi di questo genere, rende lo Sponz un festival unico e complesso da organizzare.

Proprio per questa ragione lo staff dello Sponz Fest è già al lavoro per regalare al pubblico un’edizione 2016 ancora più bella ed entusiasmante.

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Sponz Fest 2016