Alta Irpinia La nuova frontiera del turismo giovanile.

Da sempre il mondo dei giovani viaggiatori è particolarmente attento a come scegliersi quei posti dove trascorrere, lontano da casa, le agognate vacanze estive.
Sono stati loro che hanno determinato il successo di luoghi e l’inizio di autentici fenomeni di “migrazione feriale”.
La Spagna dei primi anni ottanta, dopo il mondiale vinto dall’Italia nell’82, si fece conoscere a migliaia di italiani per un livello di competitività, divertimento e bellezze, non solo paesaggistiche, da far girar la testa. Così è stato per la Grecia, da sempre un luogo di riferimento. Da anni assistiamo al boom del Salento, in cui per la prima volta la programmazione di eventi artistici di grande richiamo e spessore, sono stati il volano per un turismo giovanile divenuto negli ultimi anni davvero “fenomeno” di massa.
Ma qual è la nuova frontiera italiana del turismo giovanile 2015?
Dai segnali che ci giungono, dalle ricerche effettuate, dai reportage dei nostri inviati, non abbiamo più alcun dubbio: sarà l’Alta Irpinia la nuova meta turistica per eccellenza nella quale i ragazzi troveranno le migliori risposte alle loro aspettative.
La zona è ben delimitata. Prevalentemente disposta nell’Avellinese, potrebbe essere racchiusa all’interno di paesi che nulla hanno da invidiare ai più bei borghi umbri e toscani, appoggiati a monti meno addolciti e forse più selvaggi ma che mantengono intatte la loro originaria bellezza. Solo il terremoto del 1980 ne ha ferito i tratti, cicatrici profonde, che però non impediscono l’emergere della loro straordinaria bellezza. Calitri, Monteverde, Cairano, Morra de Sanctis, Sant’angelo dei Lombardi, Conza (Compsa), Andretta, Aquilonia(Carbonara), Sant’Andrea di Conza, Guardia dei Lombardi, Rocca San Felice, Torella dei Lombardi, fanno da cornice ad un territorio tra i più variegati della nostra penisola. Altopiani stepposi, folti boschi in cui ancora dominano i lupi, le volpi, torrenti e fiumare che dissetano le terre confinanti, archeologia (Compsa, Calitri, Bisaccia) castelli (Bisaccia, Torella, Calitri, Sant’angelo) terme solfuree di Contursi e di Villamina (http://www.comune.contursiterme.sa.it/) , oasi faunistiche, laghi, irti sentieri pieni di storia (www.irpiniatrekking.it ), miti e leggende.
Ma oltre a ciò che la natura offre gratuitamente a tutti, anche in queste terre è stata l’arte a fungere da principale veicolo di richiamo in una terra considerata erroneamente “inospitale”.
Vinicio Capossela, da tre anni direttore artistico dello Sponz Fest, è forse il personaggio più noto che proprio nella terra delle origini (dei padri) ha voluto pensare ad un festival decisamente atipico e fuori dagli schemi, ma che si inserisce perfettamente in un territorio a lui congeniale per l’immaginifico che rappresenta.
Animali immaginari, storie di briganti, gente fuoriposto, camminatori, pensatori e cantatori, tradizioni millenarie, trovano sponzamento in una settimana di festa estrema che coinvolge tutti i paesi dal Formicoso all’Ofanto nell’intento ultimo di far ritrovare i “siensi” perduti a chi avrà il coraggio, ma anche l’immenso piacere, di godersi una settimana in compagnia dell’istrionico direttore artistico e della sua carovana itinerante. Presto il programma nel dettaglio su www.sponzfest.it o https://www.facebook.com/calitrisponzfest?fref=ts
Ma non c’è il mare, direte voi.
Certo, non c’è il mare: meglio! (anche se ci sono le fiumare e laghetti in angoli incantevoli).
Ma questo è un grandissimo pensiero in meno per chi vuole gustarsi appieno un territorio che offre, oltre ai numerosi eventi d’arte (lo Sponz fest non è certo il solo. Quest’anno scenderanno i Calexico ad agosto, all’interno dell’Ariano Folk festival, (https://www.facebook.com/arianofolkfestival) ma faranno sosta in irpinia anche i 99Posse, Mannarino e tanti altri, in un’altra interessante manifestazione “C’entro per Centro” (https://www.facebook.com/centroxcentro?fref=photo)
Insomma, la possibilità di incontrare una nuova “cultura”in una terra ancora oggi davvero troppo sconosciuta, senza doversi preoccupare di mostrare un po’ di pancia in più, un muscolo giù di posto e un abbronzatura disordinata. Questo sì è davvero tempo perso nella nuova logica delle vacanze in Irpinia.
Ma cultura è anche tradizione gastronomica di rara bontà e genuinità. Le “cannazze e i cingoli” specialità Calitrane si accompagnano ai migliori vini locali che, grazie al paziente lavoro di alcuni suoi produttori che hanno saputo ricercare nell’antica tradizione gli originali metodi di lavorazione e maturazione in anfora, si sono fatti riconoscere in tutto il mondo tanto da risultare tra i migliori in assoluto. Luigi Tecce, con la sua piccola azienda vinicola, è per tutti i veri intenditori un autentico guru nell ”allevamento” del vino – http://iltaccuvino.com/2014/09/06/poliphemo-un-occhio-sul-gigante-taurasino-di-tecce/
E i prezzi?
Beh, qui ragazzi non c’è paragone alcuno. I prezzi sono imbattibili. Ovunque ti capiti di andare troverai soggiorni in agriturismi, hotel, pensioni, ma anche case in affitto splendidamente ristrutturate, B&B, ristoranti, (vedi elenco sempre su www.sponzfest.it dove per spendere più di 10 euro a pasto è fatica dura, caffè a 80 centesimi, coca e rhum a 2,5 euro, birre a 1,50 e una infinità di feste (dalle Patronali, alle Madonne, ai Festival) che davvero lasceranno pochissime energie per poter anche solo pensare di dover andare in spiaggia ad arrostirsi.
In Irpinia, tutto il tempo è tempo atipico. Concerti che iniziano all’alba e finiscono al Tramonto. Notti di serenate, tavolate per le vie dei borghi che durano sino a sfinimento, senza tregua alcuna. Bande musicali, mariachi messicani e fanfare albanesi che si mescolano con ritmi greci che questa gente irpina ha nel sangue da secoli e che è capace di trasmettere ai visitatori, tanto da coinvolgerli in un clima di festa che finisce solo a “sponzamento” avvenuto.
Si torna a casa storditi da tanta bellezza. Colmi di gioia, cultura nuova, nuova conoscenza e nuove conoscenze (molte più che al mare!) e con il portafoglio ancora in grado di sopportare le pene che ci attendono nel triste ritorno a casa.

Firmato
Il grande escursionista
Frank The Light