WOODSTOCK IRPINIA AL LAGO DELLE CANNE
TEATRO DEGLI ALBERI UOMO E DEGLI UOMINI CERVO
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CONCERTO ALL’ALBA CON IL FOLK INTERNAZIONALE
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23 agosto 2017
Lago delle canne: irpinia woodstock
pomeriggio musicale al pascolo

a cura di Virginio Tenore

Cari compagni sognatori,
Invito tutti voi a leggere il programma dello Sponz, ad entrare nello spirito del fest. Molto utile è leggere il racconto al rovescio di Vinicio, che trovate sul sito, è importante.

Lo Sponz non è un normale festival, è una iniezione di cultura, di sogni, di cose da sperare e cose da svelare, sfide da lanciare.
Una delle missioni è quella di generare “riappropriazione” del territorio, ecco perché si ha l’arduo intento di “conquistare” luoghi come la ferrovia ( abbiamo contribuito, e non poco, alla riabilitazione della linea del treno turistico), o posti ignoti ai più che pur abitando il territorio non lo conoscono, luoghi di una bellezza estrema: rupe di Cairano, stazione scalo di Calitri, bosco di Occhino in Andretta, valle di San Vito ad Aquilonia, il Formicoso, devastato dai signori del vento, ed ora Lago delle Canne.

Fin dall’inizio Vinicio ha voluto diffondere, in questo lembo di terra, suoni lontani ma ad esso vicini, legati a noi in qualche modo: penso ai messicani Flaco himenez, los lobos, ai malesi tinariwen (deserto), alle storie di lotta ferroviaria (binario 21, Voltarelli), alle fanfare romena, serba, albanese, e questa volta russa.
Mai scelte casuali o di occasione, ma studiate e contestualizzate, in tema con il concetto del festival, e suggerite dalle stesse nostre “tempe” di terra.

Questa operazione genera confronto, riflessione, ti localizza e posiziona in un mare di cose belle che avvengono intorno, in europa, oltre europa, ti fa sentire meno solo e consapevole che abitare e conquistare il vuoto è possibile, perché molto stimolante. Ecco, con lo Sponz si ricevono input, artistici e culturali in generarle, per rielaborare la propria posizione in questa nostra Irpinia, si ricevono doni che producono momenti di riflessione, a luci spente.

La dicitura ” irpina woodstock” può generare fraintendimenti. (cit. V. Capossela), ma intendiamola nella sua accezione poetica.
Si tratta in realtà di una giornata all’aperto, al pascolo (Lago delle Canne- agro di Calitri, luogo campestre, percorso da boschi di querce, lussureggiante, per la sua ombrosità, in cui far convivere giochi, lezioni, cibo e musica che inizia all’alba con il concerto greco, passa per il concerto russo e giunge alle espressioni musicali di questa terra, fino verso le 17.00 ora in cui bisogna levare le tende per inaugurare in paese, Calitri.

A questo particolare e importante momento di riconquista, rivoluzionario (quanti stanno dicendo che siamo pazzi ad iniziare lo Sponz in un pascolo, ma soprattutto in un bosco di querce, che solo per arrivarci…?) ho pensato a loro:
Ad Anna Cefalo con Emian Pagan Folk, perché quando ho letto della sua intenzione di contribuire allo Sponz, l’ho vista bene tra gli alberi a testimonianza della potenza energetica della nostra verdeggiante irpinia.
A Massimo Vietri e i suoi compagni della Lumanera perché Massimo è uno che non sta a guardare il vuoto che avanza, è uno che gli lancia contro Terra e Fuoco, è un combattente della nostra irpinia.
A Donato Grasso, che ho sempre visto come un leone, sornione e ispirato dai tasti del suo organetto che potrebbe suonare per ore. Donato, che immagino vestito da squacqualacchione, maschera tipica di Teora, reminiscenze di terre, popoli lontani, sedimentate nel nostro polveroso immaginario. Donato da Teora, a simbolo delle nostre serenate agli sposi!
A Vito Rago E Vincenzo Serino, due personaggi fiabeschi, che per diventare quel che sono ne hanno attraversati di deserti. Vincenzo, detto Blues, con le sue poesie e Vito, il camminatore di boschi, ferrovie e sentieri, non potevano che venirci a cantare le viscere dell’Irpinia.
A Bellino, detto Luigi, da S.Andrea di Conza, per rimarcare che un piccolo Comune ha dato e offre la possibilità di assistere, a un buon programma di spettacoli teatrali; con il suo piano lo immagino in solitaria tra le cerze delle Canne.
A Ferdinando, detto Meccanico, che da buon figlio di meccanico avvita parole intorno ad un perno sonoro, generazione post sisma, in piena turbolenza mondiale.

Tutti eseguiranno solo brani originali.
Il posto è suggestivo, duro e poetico allo stesso tempo.
veniteci muniti di abbigliamento consono alla campagna.
Portatevi crema solare e sappiate che siamo in aperto pascolo, con presenza di tafani da cui solo l’aglio vi salverà! Allontana i tafani come i Vampiri.

Una situazione agreste, acustica, tra gli alberi, per cantare questa terra o a questa terra.

Virginio Tenore

Foto di Vito Galgano – 2014

MAPPA https://goo.gl/maps/daC4FsDwfQD2

40°56’29.1″N 15°29’55.5″E

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