Sponz Pest

Tre serate tra speranze e pestilenze contemporanee, in località detta “Vallone cupo”, sulla collina sopra Gagliano di Calitri, a cui si accederà in corteo rituale accompagnati da banda.

22 agosto

‘A PEST’

Pattuglia di pastellessa preceduta da processione a passo della morte.

Enzo Avitabile e i Bottari

Enzo Avitabile, sciamano del suono, ricercatore animista e autore tra le altre di A’ Peste, avanza coi suoi Bottari in processione. Insieme celebrano la peste, la cura, l’esorcismo. Il viaggio di Sant’Antonio nella Tentazione. Offrono la purificazione a mezzo dal ritmo, un rito da seguire con e ‘mman ‘ngopp o groove. L’arcaico che si fa urbano e contemporaneo.

Una rappresentazione unica delle Battuglie di Pastellessa, il celebre concertato di botti, tini e falci a cavallo dei carri che onora la notte di Sant’Antuono. I ritmi apotropaici dei Bottari nati sottaterra, nelle cantine, a preservare il vino dai cattivi spiriti, arrivano nel Vallone Cupo assieme alle bestie di fuoco, la scala, il carro e il porco che scoppia.                                                                        

Li introduce un corteo collettivo al passo della morte, lo stesso che accompagnò i funerali di Masaniello, tributo alle tradizioni più antiche, al passo dei ritmi processionali della Grecia. Un passo che si fa cura, affermazione del bene sul male.

Un concerto bomba atomica, come lo definisce lo stesso Avitabile, che lo ha portato in ogni angolo del mondo, ma mai in questa rappresentazione scenica. .

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Ai possessori del biglietto verrà fornita in dotazione l’apposita maschera per bocca monouso traspirante “anti-peste”

FAQ-SPONZ

23 agosto

‘A MASCARATA

TRAP, PEST E ALTRE DANNAZIONI

(concertato di voci comprensive di auto- tune)

Morgan, Livio Cori, Young Signorino, Raiz e Almamegretta, the Andrè, Enzo Savastano

E la partecipazione straordinaria di

Neri Marcorè

La peste arriva e si muove tra noi in maschera, come nel celebre racconto di Edgar Allan Poe. Corrompe l’umanità e la dissolve , come ne La peste scarlatta di Jack London. Muove monatti e untori, nascosti da cappucci e genera false credenze. Sempre mette a nudo l’uomo dalla maschera delle convenzioni sociali, in quella specie di carnevale al rovescio che è la Morte. La peste viaggia sul web che è  anche il luogo delle maschere, degli infingimenti, della proiezione e moltiplicazione delle personalità.

La maschera può modificare il volto oppure la voce come fanno l’autotune o l’emulazione vocale. Il suono dell’epoca è il suono dall’autotune, l’intonatore artificiale di voci, icona sonora del genere trap. Un suono che dà vita ad un nuovo codice estetico, rivendica un’appartenenza. La trap è pestilenza almeno quanto è forza vitale venuta da sotto, underground, ed entrata a castello. Un rigurgito di nichilismo post punk, nell’epoca della mercificazione di tutto. La santificazione della merce, del marchio, del danaro come totem.

Ma in questo gioco del rovescio è la pestilenza ad essere la maschera, che la serata e i suoi ospiti serviranno a disvelare, a partire da Young Signorino, una delle voci più originali e controverse della scena, per molti versi la proposta più estrema arrivata dall’universo trap.

Cantautore, artista, anima fragile, performer istrionico, divulgatore instancabile, un vero corsaro in grado di veleggiare tra le pestilenze contemporanee, ecco poi capitan Morgan, poeta dadaista che maschera sé stesso con la sincerità della sua vita cresciuta in pubblico.

Un gruppo miracoloso, una voce che si è fusa nel battito del dub, nella trance, nel pop e nella tradizione musicale ebraica e non si è mai fermata, quella di Raiz, qui di nuovo con Almamegretta, la band che sacerdoti del suono come i Massive Attack ci invidiano. Ascoltare brani come Figli di Annibale o Fattallà, che 20 anni fa erano denuncia, ha oggi il tono della profezia compiuta.

Il cortocircuito corre sul filo. Una voce mascherata capace di portare i testi più crudamente trappisti ai registri del più grande bardo nazionale, The Andrè. La sensazione straniante di essere nel mezzo di un contagio provocatorio e pensante.

Un dissacratore di ogni genere, in grado di mimetizzarsi con la voce, dal neomelodico all’indie, alla trap, il meraviglioso Enzo Savastano fresco di Premio Musicultura, con Le mogli dei cantanti famosi.

I loro interventi musicali saranno intermezzati dal più grande emulatore e modificatore di voci umane, dai tempi di Alighiero Noschese: Neri Marcorè.

Non mancherà un elemento scenografico di inclusione per il pubblico: maschera per bocca monouso traspirante anti-peste.

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Ai possessori del biglietto verrà fornita in dotazione l’apposita maschera per bocca monouso traspirante “anti-peste”

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24 Agosto

SOTTATERRA,
CONCERTO PER UOMINI E PESTI

“Appening unico”

Vinicio Capossela

con la partecipazione di

Asso
Daniele Sepe
Victor Herrero
Micah P. Hinson
Ago Trance e Cupa Cupa
Flaco Maldonato
Sergio Palencia
Manolis Pappos
Dimitri Mistakidis
Mariachi Tres Rosas
Bassa Banda Processionale

Il tradizionale concerto del sabato di Vinicio Capossela, nell’anno di uscita di “Ballate per uomini e bestie” ospita alcuni dei protagonisti del disco e porta sul palco diversi compagni di viaggio di una vita in musica. Dalla Grecia due grandi protagonisti della musica “indebita” nata nei sotterranei urbani di Atene e Salonicco e omaggiata in Rebetiko Gymnastas e Tefteri, Manolis Pappos e Dimitri Mistakidis. Dal Texas la voce di frontiera più evocativa dai tempi di Jonny Cash: quella di Micah P. Hinson. Un tributo alle locali canzoni della cupa con il Flaco Jimenez della valle dell’Ofanto.

E poi la Banda d’ottoni Bassa Banda Processionale guidata da due solisti di eccezione per un repertorio che cita la forza dirompente della Kocani Orkestar e risorge con l’Uomo Vivo: Daniele Sepe .

Le tradizioni rancheras e mariachi si materializzeranno con Flaco Maldonado, fondatore del mitico Florida di Modena, con la tromba di Sergio Palencia e Mariachi Tres Rosas.

Un concerto definitivo, pestilenziale, radicale e antologico, per incutere timore ai porci selvaggi sotto la terra del Vallone Cupo, non senza incursioni nelle pestilenze contemporanee.

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