Autodidatta ai limiti del perfezionismo, in questo un vero professionista, ci tiene a sottolinearlo, ha rinunciato all’esercizio di quanto studiato, dedicandosi liberamente a ciò che non sapeva. L’ignoto a lui, lo affascina perché può vederci ciò che vuole.
Leone Jacopo (come lo chiamavano a scuola), nasce una volta e trascorrere gran parte del suo tempo a Catania, cullando fin dall’inizio l’idea di andarsene. Laureatosi in architettura nel 1993, impiega diversi anni a convincere tutti di non essere un architetto. Facendo tutt’altro, pur di dimostrarlo. E proprio adesso che finalmente qualcuno iniziava ad identificarlo come un grafico, si rende conto di non essere nemmeno quello. Quindi decide di accelerare quanto previsto da tempo, il lavorare solo per sé. Facendo ciò che ha sempre fatto: applicarsi a qualcosa senza doversi chiedere di cosa si tratti, sviluppandola a tal punto da rendersene conto soltanto a cose fatte, col senno di poi. A tal proposito intraprende la costituzione (nell’ordine) di: una casa editrice, uno studio di registrazione, un negozio, un laboratorio artigianale, un museo, una casa di produzione video, un’associazione culturale e una biblioteca abitabile. Ha introdotto il concetto di grafica e comunicazione biodinamica, quella in cui -per intenderci- riveste un ruolo chiave il tempo, la luce, l’umore e (non ultima) la distrazione. Scegliendo di vivere in quel disordine meticoloso in cui le idee amano nascondersi, il che gli consente di coltivare la passione di sempre: cambiare idea. Un esercizio praticato al punto da riuscire ormai, con estrema disinvoltura, a cambiarne anche diverse contemporaneamente. In tutto questo le cose sembrano volergli dire che il meglio deve ancora arrivare. Per questo, per ogni evenienza, non ama muoversi. Per farsi trovare lì, pronto all’eventualità. Non essendo ancora arrivato nulla, a questo punto ha deciso di partire. Quell’idea cullata a lungo, quella di andarsene, nel frattempo è diventata grande. Essendo un’idea romantica, alla domanda “dove ti piacerebbe andare?”, lei ha risposto senza alcuna esitazione, quasi strillandolo: “Parigi!”. Sarà quella la prima tappa del suo lento ritornare.

Sponz all'Osso
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